domenica 22 aprile 2018

Perché hai due papà?


di Simone Boscali



"Perché hai due papà?" è il titolo che riecheggia in rete in questi giorni.
Ma se fossi un educatore direi che non si può rispondere. Perché la domanda è sbagliata.
La domanda vera sarebbe "Perché ti fanno credere di avere due papà?"

Avere due papà è impossibile....
Puoi avere un papà che dopo un'esperienza con una donna che non lo ha realizzato ora vive - legittimamente - con un altro uomo. Ed entrambi magari vogliono così bene al figlio da capire che devono fare un passo indietro e non farlo vivere con loro per non dargli modelli che potrebbero indebolirlo.
Oppure puoi anche avere un papà che è andato oltre ed ora - legittimamente - è una donna. Magari non lo chiamerei più papà, ma può sempre essere un'ottima persona, una presenza viva, sempre a patto che sappia fare un passo indietro.

Ma alla fine il papà è sempre uno a meno che qualcuno non mi mostri il caso di due cromosomi XY che senza fantascientifici supporti medici possano concepire. Devono mostrarmi uno yin yang con due yin o due yang.
E poi c'è una mamma e la differenza sta nel capire se è una mamma che può essere presente oppure se è una di quelle mamme trattate come una lavoratrice sfruttata di una cooperativa, oggi ti massacro, domani stai a casa.
E qui riproponiamo la domanda vera, "perché ti fanno credere di avere due papà?"
Perché devono ingannarti, semplicemente.
Devono convincerti che la vita non nasce da un incontro su quel dolce terreno che corre tra due persone e che è l'Amore.

Devono farti credere che la vita nasce come un prodotto qualsiasi.
Le "materie prime" sono estratte laddove sono più convenienti, come fossero prese da una miniera o un pozzo di petrolio. Poi viaggiano da una parte all'altra perché il mondo è globale. Poi vengono raffinate e assemblate.
E rigorosamente controllate, si sa mai che il prodotto abbia qualche difetto e il cliente rivoglia i suoi soldi lasciando il "pacco" a chi ha lavorato male.
Sì, perché quelli che ti fanno credere essere due papà sono clienti. Ti hanno comprato e hanno firmato un contratto con relative clausole.
Quando si fa l'Amore si mettono le clausole? Non credo. Qui sì.
E se sono clienti è perché possono permetterselo. Solo chi ha soldi poteva comprarti perché dovevano convincerti che la vita non nasce dall'Amore ma dal denaro e chi non ne ha non è vivo.
Che dovevi viaggiare per corriere espresso abbattendo confini e barriere doganali. Che dovevi essere assemblato e non "creato".

Dovevano convicerti che il mondo schifoso del mercato e delle merci è l'unico possibile inculcandoti l'idea che sei una merce e che quindi tutto da lì in poi è mercificabile.
Per questo ti fanno credere di avere due papà.

Ma ne hai solo uno e se ti ama condividerà quello che ho scritto.

sabato 7 aprile 2018

Gli umani, ossia bestie da mungitura energetica


Gli umani, ossia bestie da mungitura energetica - di Simone Boscali

Abbiamo tutti a mente il primo film della saga di The Matrix.
La pellicola, integrata dai due seguiti, racchiude tantissimi messaggi nascosti che sono costati immensi sacrifici ai suoi autori.
Uno di questi è il ruolo dell'uomo nei confronti dei suoi reali dominatori.
In The Matrix la realtà virtuale in cui gli umani credono di vivere è solo un'illusione creata per distogliere le loro menti e impedire la presa di consapevolezza di sé mentre i loro corpi sono "munti" dalle macchine per ricavarne energia con cui alimentarsi.
Ora, è sufficiente applicare a questa lettura il classico ribaltamento dei significanti e significati per capire la condizione dell'uomo oggi, la Matrix in cui realmente viviamo, poiché effettivamente animali da mungitura siamo.
L'uomo è un essere spirituale la cui vera natura è ultraterrena.
L'uomo non ha un'anima.
L'uomo è un'anima.
La natura fisica che temporaneamente incarniamo dovrebbe essere solo una delle infinite possibilità che possiamo esperire, ma sin dall'alba dei tempi siamo stati indotti (ogni riferimento è puramente intenzionale) a identificarci proprio in questa natura fisica ritenendo che fosse la nostra identià primaria1.
Questo è avvenuto per un motivo.
Per controllarci in senso generale, questo è ovvio, perché puoi ingabbiare più facilmente un corpo che un'anima.
Ma soprattutto per mungerci come mucche.
Peggio, per essere vampirizzati.
Intrappolati in un corpo che percepiamo come nostra prima identità, noi umani possiamo emettere energia, vibrazioni, e tali forze possono essere catturate da "altri" che possono nutrirsene e rafforzarsi.
Senza timore di essere retorico, io chiamo generalmente questi altri, le "Entità Nere".
Questa emissione è spessissimo involontaria e viene stimolata dall'immagine del mondo esterno che ci viene proposta. Siamo continuamente sottoposti a stress di vita e lavorativo, cattive notizie di cronaca, paura del futuro, paura del terrorismo, guerre, insicurezze di ogni tipo, frammentazione in gruppi e sottogruppi sociali perennemente in lotta gli uni contro gli altri, etc2.
Questa percezione in cui siamo calati ci porta a vibrare sulle frequenze di cui le Entità Nere hanno bisogno per nutrirsi e diventare più forti: paura, dolore, disperazione. Tutti sentimenti che, se ci pensate, fluiscono in abbondanza da noi ogni giorno e non siamo in grado di trattenerle, quindi veniamo munti, vampirizzati.
L'operazione è del tutto artificiosa poiché, a dispetto di un oggettivo peggioramento nelle condizioni del mondo, buone notizie, in grado di farci vibrare su frequenze di positività rigeneranti ve ne sarebbero anche, ma non le si trova nei media e nelle culture principali e vanno ricercate in fonti alternative.
Fonti che spesso vengono non a caso denigrate e qualche volta sbugiardate allo scopo di aggiungere, alla paura e al dolore, la disillusione.
Tutto questo chiaramente ci ancora alle sofferenza della vita terrena, ci porta a identificarci dolorosamente con essa e rende più difficile il Risveglio, la Pillola Rossa di Matrix e la presa di Coscienza che non siamo veramente quel che crediamo.
E mentre restiamo intrappolati nell'illusione continuiamo a produrre energia utile alle Entità Nere che per aumentare il proprio raccolto hanno creato e messo a punto tutto il terribile sistema in cui viviamo.
Ma perché l'energia di cui hanno bisogno deve essere negativa? Sicuramente vi sarebbe per loro un pericolo se l'umanità vibrasse su frequenze di positività. La positività migliora, espande, facilità il Risveglio e questo non se lo possono permettere.
Inoltre, scusandomi per l'immagine, l'energia negativa è forse una sorta di "letame", qualcosa che è in grando di nutrire, di concimare, per ricavarne un prodotto decisamente più attraente.
E' bene ricordare che questa è una visione delle cose radicata nella storia. Varie culture, tra cui quella degli Annunaki di memoria mesopotamica, parlano di esseri non terrestri venuti sulla Terra a prendervi "oro".
Ora, sarebbe abbastanza singolare se una razza aliena nel senso hollywoodiano, e quindi tecnologicamente avanzata, fosse venuta sul nostro pianeta migliaia di anni fa ad estrarre oro inteso come metallo ma, a dispetto della propria tecnologia, senza aver apparentemente sfruttato le miniere quanto ci saremmo aspettati.
Più sensato sarebbe invece pensare a questo oro come una metafora per indicare qualcosa di prezioso, ossia proprio l'energia che i corpi umani emettono e che va a nutrire esseri non terrestri sì, ma la cui natura è più probabilmente animica.
Anime che intrappolano anime in un corpo e che rendono quel corpo una batteria illimitata, proprio come in The Matrix.
Possiamo difenderci solo con la consapevolezza. Il che è come dire, con la Coscienza risvegliata.
Sapenso che questa dinamica è in corso possiamo lavorare su di noi.
Modificare le nostre abitudini, cambiare le persone e le fonti di informazioni e cultura cui ci esponiamo affinché non si venga stimolati a vibrare negativamente e disperdere energia.
E poi imparare in un secondo momento a controllare volontariamente la nostra vibrazione. A trattenere l'energia. A produrne di positiva.
Questa ovviamente non sarebbe la fine della nostra condizione. Al limite l'inizio della fine.
Cosa accadrebbe se le mucche smettessero di dare il latte all'allevatore privandolo del suo sostentamento?
Il padrone si incazzerebbe...

1E' sufficiente pensare al racconto biblico di Adamo ed Eva. La loro decadenza inizia proprio con un'identificazione repentina coi propri corpi fisici e la percezione della nudità della quale, dopo il Peccato Originale, inizieranno a vergognarsi.

2Non mancano anche in questo caso i riferimenti sempre parlando di Adamo ed Eva e la loro cacciata dal Paradiso. Precipitati in una vita esclusivamente terrena Adamo dovrà guardagnarsi il pane con fatiche e il sudore della fronte, mentre Eva partorirà con dolore. Entrambi sono quindi condannati a vibrare su frequenze negative.

lunedì 2 aprile 2018

I Cavalieri del Graal - Fiaba per bambini

 
Di seguito una rivisitazione della storia dei Cavalieri del Santo Graal - di Simone Boscali
Rivisitazione che vuole giocare sulle simbologie e sulla decolonizzazione della mente dei nostri bimbi, così precocemente parassitata dal sistema in cui viviamo.
Buon racconto, genitori.

Piccoli amici.
Tanto, tanto tempo fa, all'epoca dei castelli, dei cantori e delle streghe, i giovani in cerca di avventure e che volevano portare il bene nel mondo, diventavano cavalieri.



Erano quasi sempre ragazzi, ma c'erano anche tante ragazze coraggiose e audaci che seguivano questa via. 

Per diventarlo, dopo un lungo e difficile addestramento, bisognava superare una prova di coraggio, amore e intelligenza e solo allora si veniva nominati cavalieri.
Ma prima occorreva recitare un giuramento importantissimo...



In una giornata splendente l'aspirante cavaliere alzava le mani al cielo, vicine ma aperte, come per raccogliervi dentro la luce del Sole e pronunciava le parole:

Dedicherò la mia Anima alla Luce
Non combatterò per distruggere quel che odio
ma per difendere quel che amo
Giuro di proteggere sempre e ovunque i deboli, gli oppressi e i bambini
Lotterò per portare la Libertà, la Giustizia e la Verità
 


Questo gesto in cui le mani del cavaliere rivolte al Sole assumevano come per magia l'aspetto di un calice d'oro in cui erano infuse parole incantate, aveva un nome leggendario, un nome che sicuramente i vostri genitori conoscono e che forse anche voi avete già sentito.
Era il Graal.
Il Santo Graal.

Da quel momento il cavaliere aveva il compito di girare il mondo, senza mai stabilirsi in una propria casa, per rispettare il giuramento.
Poiché in molti sentivano parlare del Santo Graal ma nessuno lo vedeva mai, noi sciocchi adulti abbiamo pensato che i cavalieri girovagassero a cercare una coppa d'oro.
In realtà i cavalieri non cercavano proprio nulla. Il Graal era dentro di loro, nella loro anima, e loro esploravano il mondo non per cercarlo, ma per portarlo ovunque, affinché tutti potessero bere alla coppa della Libertà, della Giustizia e della Verità.

Per secoli i cavalieri hanno percorso le nostre terre senza mai stancarsi combattendo le ingiustizie e le prepotenze dei malvagi per difendere le persone semplici, i poveri, i più piccoli e tutti gli indifesi e anche nell'ora più buia l'umanità aveva sempre una Luce di speranza a cui aggrapparsi.
La Luce del Santo Graal.

Poi le cose cambiarono.
Arrivò un tempo in cui noi adulti decidemmo che non c'era più bisogno dei cavalieri.
Ognuno iniziò ad avere la sua idea di libertà così che tutti si sentivano liberi di fare ciò che volevano e non c'era più una libertà da difendere.
Ognuno iniziò ad avere una sua idea di giustizia e non c'era più niente di giusto da proteggere.
Tutti iniziarono a credere solo alla menzogna e alla bugia e non c'era più la verità.

Il tempo dei cavalieri finì...

Il loro cuore era pieno di tristezza e divenne duro... duro come la roccia.
E in questa roccia posarono le proprie spade così che fosse impossibile per un'anima cattiva estrarle per fare del male.
La Luce nell'anima dei cavalieri si spense e il Santo Graal, questa volta, scomparve davvero.



Ma i tempi stanno cambiando di nuovo, e voi, bambini, ora siete qui.
Quando il buio si fa più fitto è più facile vedere anche le piccole scintille che si accendono.
I cavalieri non erano eroi con poteri magici o creature fantastiche. Erano solo persone normali che avevano la forza di credere nel bene e di portarlo dentro di sé, proprio come può farlo un'anima ancora libera come la vostra.

Non dovete credere agli adulti quando dicono che le cose non si possono cambiare. Non dovete nemmeno prenderli come esempio quando si comportano e pensano nel modo che fanno tutti.

Per ritrovare il Santo Graal non dovete partire per lunghissimi viaggi in terre sconosciute. Dovete solo cercare la Luce dentro di voi e lo troverete.
Per estrarre la Spada nella Roccia dove l'hanno deposta gli antichi cavalieri non dovete essere dei predestinati. Serve solo che ci crediate.

Perché le grandi imprese appartengono alle piccole anime pure... 



martedì 27 febbraio 2018

Votare la rivoluzione

Per quanto riguarda le parlamentari sono generalmente un non-elettore.
Avrei fatto una grossa eccezione per il partito SìAmo che, ahinoi,  non ce l'ha fatta a presentarsi.

Ma il mio generico non-votare non è dovuto a qualunquismo, disillusione,  edonismo.
Più razionalmente ho sempre creduto che l'agone della politica istituzionale non sia il luogo in cui si prendono le vere decisioni.
Determinare la composizione di un parlamento o di un governo serve solo a stabilire quali devono essere gli amministratori delegati dei poteri occulti che davvero determinano il corso delle cose.
In pratica se non anticipata da una forte azione nella cittadinanza, votare non è dissimile dal piantare un seme in un terreno non preparato.

Ma allora non c'è nulla che si possa fare?
Al contrario abbiamo almeno tre possibilità. Una più difficile dell'altra ma le abbiamo.

Esiste la possibilità di rovesciare i poteri occulti con la lotta armata e neutralizzarli fisicamente. Molto, molto difficile e poco nobilitante secondo me.

Possiamo resistere pacificamente creando una contro-società con proprie strutture, scuole, leggi, soldi. È la mia soluzione preferita ma deve essere attuata sin dall' inizio da una larghissima maggioranza di persone per non essere messi nell' illegittimità e schiacciati dal sistema.

Terza opzione, faticosissima ma praticabile: creare - finalmente - il soggetto politico rivoluzionario degno di essere eletto. Questo soggetto, sconvolgendo i paradigmi del sistema dall'interno delle istituzioni, attirerà le ire e le reazioni dei peggiori poteri a livello mondiale e pertanto,  in quanto espressione del popolo, il popolo stesso dovrá accompagnarne il progetto nella vita civile sostenendo un inevitabile periodo di difficoltà.

Il 4 marzo si vota... quale delle tre?

lunedì 26 febbraio 2018

PD, ecografia di una dittatura



So che esordendo in questo modo rischio di violare il principio latino "excusatio non petita...". Ma è bene fugare ogni dubbio per mantenere la massima attendibilità sull'analisi che andiamo a fare. Ricordiamo quindi che solo un malato di mente o uno sprovveduto di ingenuità abissale potrebbero pensare che chi scrive abbia simpatie per la Lega Nord, per Forza Italia o, non sia mai, il Movimento Cinque Stelle. Ma non è certo necessario essere un sostenitore di una qualunque altra forza politica per capire, dati di fatto alla mano, che il Partito Democratico rappresenta oggi il peggior pericolo per l'incolumità nazionale. Peggio, anche dal punto di vista storico, il PD è quanto di peggio sia mai stato abortito dall'agone politico italiano – insieme ai Radicali – in tutta la storia unitaria del nostro paese.
E questo non è frutto del caso ma di una precisa strategia che va dalla genesi del partito sino alle sue manifestazioni esteriori e ai modi di comunicare.
Esistono due motivi principali per cui possiamo affermare, in vista delle prossime elezioni del 4 marzo, che il PD sia la peggior forza cui dare il proprio voto.
Innanzi tutto, nessuna delle forze politiche in campo, nemmeno tra le minori e più originali, è stata capace di proporre un programma realmente rivoluzionario o quantomeno ad alto impatto. Ma oltre a questo fra quelle tradizionali nessuna è nemmeno in grado di proporre un progetto almeno sensato di gestione ordinaria della cosa pubblica poiché tutte, da destra a sinistra, soffrono di lacune e incoerenze tali da dimostrare la loro incapacità d'analisi. Nessuno è perfetto, insomma.
Solo che il Partito Democratico è andato ben oltre e, a differenza di Lega o Cinque Stelle, ha stilato sì un programma organico e coerente ma ribaltando clamorosamente in un modo che va ben oltre l'opinabile le necessità del paese e del popolo. Se negli altri partiti si possono trovare a macchia di leopardo e slegati dal progetto generale alcuni singoli punti interessanti, il progetto del PD sembra tutto organicamente studiato per fare del male alle singole persone e danneggiare l'Italia facendone punto su punto il disinteresse conclamato: economia, banche, lavoro, immigrazione, sanità, politica estera, tutto è all'insegna dell'anti-Italia e mirato al malessere degli italiani.
Ma c'è di più, e siamo al secondo motivo per cui il PD rappresenta la cloaca dell'intelligenza politica italica.
L'esperienza insegna che una classe politica o un esecutivo, per quanto possano essere diretti da poteri forti o poteri oscuri, sono sempre disinteressate alle sorti del popolo. Silvio Berlusconi ha governato per esempio al solo scopo di trarre vantaggi personali dal suo ruolo politico. Il fatto che migliaia, decine di migliaia di persone in tutta Italia abbiano sofferto per questa sua disonestà, perdendo lavoro o salario, lo ha semplicemente lasciato indifferente. Così come indifferente lo ha lasciato chi, in qualche modo, ha invece beneficiato del suo governo. Berlusconi ha perfettamente incarnato il modello del politico che persegue un obiettivo individualista incurante delle sorti del popolo, fossero anche positive per una parte di esso.
Il Partito Democratico e le sue drammatiche espressioni, da Renzi a Gentiloni, senza contare i satelliti non propriamente PD quali Laura Boldrini, Beatrice Lorenzin ed Emma Bonino, hanno invece governato e mirano a governare con un obiettivo ben diverso: ottenere coscientemente e precisamente il male degli italiani. Il peggioramento delle condizioni di vita di questi ultimi, la loro sfiducia, il senso di insicurezza, i problemi di salute indotti da difficoltà economiche e tagli ai servizi non sono, nel caso del PD, le conseguenze accidentali di una politica maldestra. Sono esattamente ciò a cui il PD mira per meri fini di controllo sociale.
Il Partito Democratico incarna, questo sì, una vera antipolitica, non nel senso comune di protesta o malcontento contro la politica da parte del popolo, ma di antitesi, di contrapposizione palesata agli interessi della polis.
Tale processo di antipolitica e quindi di ribaltamento della missione naturale di una forza partitica prende corpo sin dalle espressioni esteriori adottate e dallo schema di comunicazione.
Sin dal nome, l'attributo che vi appare, democratico, rimanda a un'idea totalmente sovvertita dalla prassi dal partito sin da quando è al governo. Dal tentativo di riforma costituzionale, alla propensione ad agire tramite l'esecutivo a suon di decreti per arrivare alle direttive di partito imposte dall'alto ai singoli parlamentari (tutto verificato) in modo che questi assecondassero le linee del governo (ma l'Italia non è una repubblica parlamentare?), nella cultura del Partito Democratico il kràtos da tutti può essere esercitato tranne che dal demos.
La campagna elettorale di questi giorni sta invece esasperando questa strategia di ribaltamento dei significanti con una serie di manifesti elettorali nei cui slogan il PD è associato a un valore positivo, spacciato appunto come pertinenza esclusiva del PD stesso quando la realtà sta diametralmente agli antipodi. Il PD è con la scienza, il PD è con il lavoro, il PD è con i diritti, il PD è con la cultura.
Tutto drammaticamente falso, come dimostrano i provvedimenti presi in quest'ultima legislatura e sostenuti proprio dal PD in primis, dal ddl vaccini, all'ideologia di genere inserita nei programmi scolastici, dalla riforma del lavoro alla scuola-lavoro, dal salva-banche alle cessioni di sovranità nazionale, tutto indica che il PD ha agito contro la scienza, contro il lavoro (e i lavoratori), contro la cultura, contro i diritti sociali e politici.
Considerando i legami degli esponenti del Partito Democratico con la grande finanza (a partire a suo tempo dalla famosa tessera numero uno di De Benedetti), col grande capitale e con la massoneria sarebbe troppo facile inquadrare questa forza politica non come l'espressione di una precisa cultura politica di una parte del popolo (come tutto sommato, continuano ad essere la maggior parte degli altri partiti di destra e di sinistra) ma come una creazione a monte di detti poteri quale proprio strumento di azione nelle istituzioni.
Ma c'è un passaggio che sta ancora più in alto e di tipo politico-filosofico che non si può tralasciare.
Il Partito Democratico rappresenta il traguardo finale di una parabola discendente che, partendo dal Partito Comunista Italiano, è poi degradata attraverso il PDS, i DS arrivando infine al PD stesso. Questa è però solo una mezza verità. L'altra metà sta nel fatto che, discendendo e degradando da sinistra, questa parabola ha coinvolto anche il centro democristiano tradizionale del nostro paese.
Non si è trattata solo di un'operazione di trasformismo tipica della tradizione politica pasticciona italiana, ma di qualcosa di più complesso e meditato dai poteri che stanno fuori dell'agone politico ufficiale.
L'insolito connubio tra i nipotini dei comunisti e quelli dei democristiani ha avuto lo scopo di eliminare i valori positivi di entrambi gli schieramenti d'origine, in particolare quei valori che, pur da prospettive diverse, arginavano il dilagare del sistema capitalista.
Nella visione marxista infatti, detentrice del potere nel capitalismo è la borghesia la quale però è vittima della sua stessa "coscienza infelice", ossia la consapevolezza della borghesia della contraddizione tra lo sfruttamento lavorativo da essa gestito con la promozione dei valori positivi ed emancipativi di cui si vorrebbe allo stesso tempo portatrice. Ragion per cui la borghesia stessa averebbe un giorno avuto secondo Marx un ruolo nella caduta del capitalismo.
La parabola che ha condotto al PD partendo dai due opposti comunista e democristiano ha proprio avuto lo scopo di creare un soggetto politico rappresentativo di un capitalismo post borghese, dominato dunque non più dalla borghesia ma dalle élite anonime antinazionali. A sinistra il PD non conosce spazio per i valori del comunismo originale, barattati in cambio della distruzione della borghesia. Analogamente al centro non concede spazi ai valori borghesi dell'emancipazione ma anche della famiglia e della tradizione, arginati a favore della ricomposizione del conflitto di classe.
La coscienza infelice borghese, incoffessata speranza dei vecchi comunisti e scintilla liberatrice dei vecchi democristiani, è stata spazzata via.

Proprio qui, nella distruzione stessa di una particolare coscienza, e quindi addirittura di una forma di interiorità, sta in buona parte la pericolosità del PD. Un partito capace di sconvolgere, prima ancora che la materialità delle classi sociali, addirittura la loro antropologia e quella dell'essere umano. Un partito capace, con una comunicazione menzognera e nonostante tutto efficace (ma giornali e tv non erano tutti di Berlusconi?) di ribaltare totalmente la realtà, di annullare i conflitti di classe basati su diritti sociali e politici spostandoli su falsi conflitti per i diritti cosidetti civili e di coagulare quindi determinate parti sociali scagliandole contro i propri interessi ma riuscendo bene ad apparire come difensore degli stessi in visrtù delle proprie origini catto-comuniste, tanto lontane quanto tradite.